parentesi astratte che divagano in pensieri e parole di me stesso e paccy
EMPIRE STATE OF MIND. Non ero mai stato tanto tempo lontano dal blog. E nemmeno da casa. In due mesi non sono mai riuscito a radunare le idee così da scriverle come memoria o desiderio di confronto con la rete. Forse perché in quel momento di temporaneo distaccamento dalla realtà di tutti i giorni volevo vivere la lontananza anche a livello virtuale. Otto settimane a New York non sono abbastanza per sentirsi appagati. Tornerei lì in questo istante. Rivorrei ogni minuto di quelle giornate. E ora, che sono nuovamente a Cagliari, attorno a me è tutto come prima, con l'illusione di non essermene mai andato. Ma basta un sospiro per tornare indietro a quei due mesi nella Grande Mela. E ora aspetto. Senza lasciarmi fluire dalla routine. Ripartirò entro breve. Lo voglio e così sarà.
AYO TECHNOLOGY. Avrei dovuto scrivere questo post settimane fa, quando le prime gocce di pioggia contribuivano a dare l’addio all’estate, non adesso che sono diventate monito di una nuova alluvione cagliaritana. Rimane il fatto che l’estate è volata via e non mi sembra ancora vero. È stata la prima dopo sei anni che mi sono goduto fino in fondo. Lontano dagli impegni giornalistici sono tornato a viverla come una vacanza (lo testimoniano i miei 14 giorni di mare, un record). Un periodo che ho trascorso con ospiti sempre diversi. Dalla mitica Guaietta la milanese, venuta a giugno, per continuare a luglio con l'arrivo dei toscani. Per non parlare dei tanti stranieri coi quali ho dovuto rispolverare il mio Inglese arrugginito, come i personaggi della “Summer week” e le danesi di Couchsurfing, fino ai mitici deejay incontrati in Estonia. È stata l’estate delle nottate al Calypso, dei sabati al Blufan. Dei tanti concerti in riva al mare e dello strepitoso B-Real alla Fiera. Eppure, in mezzo a tante avventure frenetiche, ricorderò l’estate 2009 con le note acustiche di Milow in “Ayo technology”, canzone che sbucava all’improvviso in tante situazioni differenti. Accompagnato anche da quella melodia ho deciso di portare avanti un nuovo progetto, che mi terrà lontano da Cagliari per un bel po’ di tempo. Un’idea venuta a giugno e per questo diventata anch’essa simbolo dell’estate appena trascorsa.
EUROMIX. Credevo che i tempi di Egham non sarebbero più tornati. Che la magia di un college vicino Londra, stando insieme a ragazzi di tutta Europa, fosse destinata a essere un semplice ricordo dei tempi del liceo, impossibile da rivivere data l’età di adesso. Mi sbagliavo. Tutto merito della Comunità Europea (e dell’associazione cagliaritana Tdm2000) che ha finanziato un fantastico progetto di mobilità internazionale. Per nove giorni sono stato in Estonia, a Polgaste, un paesino in mezzo alla campagna, poco distante da Tartu, la seconda città più grande dello stato. Qui ho partecipato al progetto “Euromix: DISCOver differences”, un’attività che ha coinvolto circa 30 ragazzi da Italia, Estonia, Lettonia, Slovenia e Grecia per un confronto sul tema dei deejay e dell’intrattenimento musicale. E io, stando in un campus scuola tutti insieme, mi sono sentito come se fossi tornato indietro di 10 anni, quando, nell’estate del 1998, più o meno nello stesso modo, mi trovavo in Inghilterra per una vacanza studio indimenticabile. Oggi come allora ho vissuto momenti speciali. Oggi come allora ho legato con tante persone che probabilmente non rivedrò più. Ma proprio perché so come certe occasioni all’improvviso possano ripresentarsi, non riesco a essere malinconico. Penso solo che mi sento sempre più a mio agio nel condividere emozioni con persone che vivono lontano dalla mia terra.
LE CRONACHE DEL MARE. Il titolo vuole fare volutamente il verso ai libri diventati di recente un successo cinematografico. Anche se a me quei film non sono piaciuti più di tanto. Però “Le cronache del mare – I pescatori, il porto e la barca” (http://www.youtube.com/watch?v=EZBgyc_65bI) mi è sembrato un nome adatto per il documentario sulla pesca tradizionale nel porto di Cagliari. Commissionato dall’associazione di mobilità internazionale Tdm2000, è stato proiettato la scorsa domenica 9 agosto nella sala principale dell’autorità portuale, in occasione dell’ultimo giorno dell’International summer week, progetto che ha portato a Cagliari 152 ragazzi da tutta Europa. È stata la prima volta in cui mi sono cimentato nella realizzazione di un documentario e sono soddisfatto, nonostante abbia utilizzato telecamere amatoriali senza troppe pretese. Credo che continuerò a sperimentare ancora questo tipo di narrazione cinematografica. Ora vado a caccia di nuove idee.
IL PASSATO ADESSO. Credevo che crescendo avrei perso la capacità di lasciarmi coinvolgere da un sogno, dalla voglia di essere rapito da una passione, dall’istinto di farmi trasportare da un’ambizione. Ed è stato così: per molti anni è come se mi fossi arreso all’idea che certi pensieri dovessero rimangano solo delle fantastiche divagazioni della mia mente. Ma ora sento sempre più il bisogno di non dimenticarmi chi ero dieci anni fa. Tutto è uguale a prima: stessi sogni, stesse passioni, stesse ambizioni. È cambiato però che forse ora posso provare più di prima a vivere quelle possibilità tanto idealizzate. Mai come in questo periodo sento il bisogno di provarci. Non a caso stanno ricomparendo continuamente persone con le quali ho condiviso esperienze indimenticabili, ai tempi del liceo. Segnali inconfondibili che contribuiscono ad illuminare la strada che voglio percorrere. Devo provarci. È questo il momento. Lo è ora come non lo è mai stato prima. E forse è ora proprio perché domani potrebbe non esserlo mai più. Voglio crederci, costi quel che costi.
DOPPIA IDENTITÀ. A volte mi sento come dentro un fumetto di supereroi. A distanza di tanti anni c’è ancora qualcuno che non sa che Paccy e Stefano Cortis sono la stessa persona, ovvero io. Eppure non vesto abiti differenti a seconda della situazione. E nemmeno entro dentro una cabina telefonica per poi rivelare i miei super poteri. Ma, esattamente come per Clark Kent e Superman, Bruce Wayne e Batman, Peter Parker e Spiderman, qualcuno è ancora convinto che il mio nome e il mio soprannome appartengano a identità differenti. La conferma è arrivata ieri notte, quando ho incontrato una vecchia amica in un chiosco del Poetto. Accanto a lei altre due ragazze. A quanto pare, dopo che me ne sono andato, una di queste ha esclamato: “Ogni volta che vedo Paccy mi ricorda troppo Stefano Cortis, sono troppo uguali...”. Purtroppo la mia amica le ha dovuto svelare il mio segreto: siamo la stessa persona!
NASTRO AZZURRO LIVE CONTEST. Siamo arrivati alla finale. Mercoledì si svolgerà l’ultima serata del “Nastro Azzurro Live Contest”, concorso musicale per band emergenti. Il tempo è volato dallo scorso gennaio, quando ho iniziato la seconda edizione di questo contest. Anche se è praticamente la quarta dato che nel 2004 e nel 2005 ne ho organizzato uno quasi identico ma con titolo diverso. www.nastroazzurrolivecontest.com
CAGLIARI DA DIMENTICARE. I miei alunni del corso di cinema nell’istituto tecnico per geometri Bacaredda hanno finalmente concluso un piccolo cortometraggio per partecipare al concorso “3 minuti di celebrità a Cagliari”, edizione 2009. Si chiama “Cagliari da dimenticare”. Ecco il link: http://www.youtube.com/watch?v=kbNEterzFVU.
EDITORI CIALTRONI. Mi sono rotto le scatole di tutti questi finti editori che per pubblicare libri di autori pieni di entusiasmo pretendono un contributo finanziario. Disprezzo tutti coloro che chiedono soldi per poter far arrivare un’opera letteraria in libreria. Stessa identica considerazione ho nei confronti di coloro che propongono come accordo con lo scrittore l’acquisto di un tot di copie. Non è così che funziona il mondo dell’editoria. Non sono editori: sono stampatori. Bisogna fare qualcosa per aprire gli occhi a tutti coloro che ci cascano. Non è bello giocare con i sogni e le ambizioni delle persone. Ho deciso di scendere in campo per combattere la guerra agli editori cialtroni.
FOTOGRAFI RISSOSI. Non ho nulla contro molti di loro. Solo che non stravedo per la maggior parte dei fotografi che oggi vanno in giro per le discoteche cagliaritane a catturare scatti dei presenti. Ho fatto anche io un lavoro simile nei lontani 2001 e 2002. Al tempo eravamo in pochi a presentarci con una macchina digitale all’ingresso dei locali. Poi ne è nato un boom clamoroso. Ma è stato motivato più dalla voglia di apparire che far apparire. In un sito cagliaritano dedicato allo svago dopo il tramonto erano infatti sempre più presenti le foto che ritraevano gli stessi fotografi, immortalati in decine di immagini dello stesso servizio. Poi sono nati i fotografi “scrocconi”: quelli che volevano fare foto tanto per entrare gratis in discoteca. Infine i “lovers”: quelli che usavano la macchina fotografica per provare a rimorchiare ragazze. Oggi la concorrenza è spietata. A tal punto che due di questi sono arrivati a picchiarsi. Lo testimonia un articolo dell’Unione Sarda, pubblicato oggi (sabato 25 aprile) in cui viene raccontato il singolare episodio. A quanto pare due giovani fotografi, uno di un sito dedicato al mondo della notte e l’altro di un blog, se la sono data di santa ragione durante un appuntamento in discoteca lo scorso giovedì notte. Complimenti a loro. L’episodio conferma la mia considerazione nei confronti della maggior parte di questi ridicoli personaggi della notte.